Il caso di pedofilia online scoperto dall’FBI nel 2015, da cui è partita un’indagine che ha portato all’arresto di 900 persone, tutte indagate per la condivisione online di materiale pedopornografico. Tra queste 42 sono Svizzeri e ben 5 risiedono nel Cantone Ticino.

Un caso eclatante per il numero di materiale sequestrato che ha riacceso il dibattito sull’importanza della prevenzione online e della formazione rivolta alle Autorità Giudiziarie incaricate di svolgere le indagini nel Dark Web, il lato nascosto di internet.

L’indagine è durata due anni e ha portato alla luce un mercato in piena espansione. L’amministratore del sito “Playpen”, che contava più di 50’000 utenti registrati, è stato condannato a 30 anni di carcere.

Molti si chiedono il motivo della durata di un’indagine così delicata e importante, senza conoscere che le investigazioni digitale nel Dark Web per essere portate a termine richiedono molta prudenza e tempo.

La navigazione e la comunicazione nel web sommerso non sono convenzionali, spesso per evitare intrusi, curiosi e forze dell’ordine richiedono conoscenze avanzate e abilità utili a evitare spiacevoli sorprese.

Non bastano le conoscenze tecniche di configurazione per garantire un buon livello di anonimato durante le indagini, ma sono necessarie skills e abilità interdisciplinari complementari alla parte tecnico-tecnologica, come per esempio linguistiche, comportamentali e psicologiche.

Intervista per il TG  della Notte della Radiotelevisione svizzera – RSI – condotto da Alessandro Chiara e Alessandra Spataro.

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