Un tema di grande interesse che cambia le regole del gioco. Da una parte i big della tecnologia che continuano a raccogliere gratuitamente abnormi quantità di dati, e dall’altra gli utenti che recriminano una privacy ormai lontana dalla realtà.

In mezzo la scarsa consapevolezza delle persone sull’intero eco-sistema che caratterizza questo straordinario mondo digitale.

Il prossimo 25 maggio entrerà in vigore la legge europea, chiamata “General Data Protection Regulation – GDPR” in base alla quale gli utenti (aziende e pubbliche amministrazioni) dovranno sottostare per il trattamento dei dati digitali.

Si tratta di una serie di misure dirompenti che presto o tardi riguarderanno anche la Svizzera, attraverso la revisione totale del diritto sulla protezione dei dati. I dati quindi saranno al centro dell’attenzione per la revisione di molti processi e per molto tempo.

È quindi opportuno porsi alcune domande per meglio comprendere un fenomeno che avrà un forte impatto sulla società digitale. Per esempio:

  • I dati raccolti e rielaborati dai big-tech, che vengono poi rivenduti per l’organizzazione di campagne pubblicitarie ed anche politiche, dovranno sottostare al consenso diretto degli utenti? Cosa succederà concretamente?
  • Come vengono profilati gli utenti con i dati raccolti?
  • Se l’utente non permetterà l’uso dei suoi dati (negando il suo consenso) verrà penalizzato riducendo le possibilità di uso di questi social media?

Gli strumenti da pervasivi, cioè costruiti a nostra immagine e somiglianza, stanno diventando sempre più invasivi.

  • Non stanno già alterando i comportamenti, alterando la nostra gestualità e le nostre capacità di scrittura e comunicazione?

Serve una cambiamento culturale forte e deciso, orientato all’apertura e alla condivisione, non solo di dati e conoscenze ma anche e soprattutto di esperienze.

Non è forse giunto il tempo di inserire nel percorso di alfabetizzazione di base anche la conoscenza su come Google indicizza la miriade di contenuti digitali che trova in rete?

Oppure di rendere obbligatoria la visita a Google o Facebook a tutte le classi di quarta media per conoscere la forma mentis di giovani ingegneri, che di fatto, con il loro contributo, stanno cambiando il mondo?

Queste e altre domande (ma anche provocazioni) sono state al centro di un dibattito televisivo con forte imprinting interdisciplinare. La trasmissone “I conti in tasca” – trasmessa da TeleTicino e condotta da Alfonso Tuor – ha affrontato il delicato tema dei social media e privacy.

Oltre a me in qualità di esperto di nuove tecnologie, hanno partecipato:

  • Graziano Martignoni, psichiatra
  • Gianni Cattaneo, avvocato
  • Silvano Petrini, direttore CSI

Per rivedere la puntata, clicca qui.

Iscriviti alla mia newsletter.