Sicurezza, Terrorismo, Amazon e Microchip

Sicurezza, Terrorismo, Amazon e Microchip

L’ultima puntata del 2017 della trasmissione TG Talk di Teleticino – condotta da Sacha Dalcol – ha affrontato un viaggio interdisciplinare sui temi che hanno avuto maggiore impatto nel 2017, con una prospettiva di analisi orientata al 2018. In particolare gli argomenti considerati sono stati: tecnologia, società, salute e sport.

Senza ombra di dubbio il terrorismo ha lasciato il segno, e i segnali indicano che, purtroppo, terrà banco anche nel 2018. Nonostante lo sviluppo di piattaforme di intelligence sempre più capaci di monitorare la rete internet e il dark web, siamo di fronte a una lunga rincorsa, ardua e senza fine, perché all’orizzonte incombe un nuovo amico-nemico da affrontare, la crittografia.

È un nostro alleato per proteggere le nostre informazioni dai malintenzionati, ma è anche una valida protezione per i malintenzionati quando desiderano tenere lontani (dalla pistola fumante) le Autorità Giudiziarie. La crittografia non fa distinzione. È robusta e impenetrabile e cambierà completamente le regole del gioco tra guardia-e-ladri.

TG Talk – Condotto da Sacha Dalcol

Ma i temi affrontati hanno preso in considerazione anche la recente notizia che in Svezia oltre tremila persone hanno deciso spontaneamente di impiantarsi sottopelle un microchip (RFID – Radio-frequency identification) per viaggiare in treno. Un microchip grande come un chicco di riso per l’identificazione e/o la memorizzazione automatica di informazioni inerenti oggetti, animali o persone. 

Sembrerebbe una grande novità, invece è la continuazione di un progetto che in Svezia è iniziato tre anni fa. Epicenter, un incubatore tecnologico, offrì ai propri collaboratori la possibilità di impiantarsi tra l’indice e il pollice un RFID per il controllo degli accessi in azienda (leggi la storia “Privacy impiantata sotto pelle“).

Un modo (forse) nuovo, per molti spaventoso, in cui la tecnologia cambia forma, da pervasiva (costruita a immagine e somiglianza delle persone) diventa invasiva, entra nel nostro corpo. A parte l’innovazione puramente tecnologica, sono ancora molte le incognite da chiarire, penso alla salute, agli aspetti legali in caso di furto dei dati o d’identità ed a quello etico-morale.

In tutto questo credo ci sia un punto cruciale da cui partire, che prende in considerazione un rapporto ormai deviato tra consapevolezza e consenso. Da una parte le persone hanno dato il consenso ai big della tecnologia per l’uso dei propri dati personali (il prodotto sono io, leggi Internet delle Emozioni), mentre dall’altra non hanno la consapevolezza di come i loro dati vengano realmente utilizzati per profilare il loro comportamento in rete. Forse è davvero giunto il tempo di leggere, almeno una volta nella vita, le condizioni d’uso di Facebook, Google o Instagram, per tentare di riportare un certo equilibrio e buon senso tra consapevolezza e consenso, onde eivitare confusione quando si parla di  sicurezza, terrorismo, amazon e microchip.

Seguendo questa logica la tendenza sembra essere delineata e i numeri, purtroppo, la confermano. Stiamo passando da un Internet delle informazioni a un Internet del valore. Basti pensare a ciò che sta avvenendo con le cryptovalute (Bitcoin in particolare). Dal nulla (Bitcoin) viene creato valore fondato solo sulla domanda e l’offerta, senza alcun tipo di intermediario istituzionale o politico. E in questo scenario, i big come Amazon trovano terreno fertile. Ecco perché la loro autorevolezza agli occhi degli utenti è destinata a crescere.

Facciamo un esempio: i media tradizionali fanno informazione (Internet delle informazioni) riportandole come tali, spesso replicandole da altri media e con una durata di vita in rete brevissima. I big della tecnologia invece adottano un altro approccio, in cui le informazioni sono intrinseche nei prodotti e servizi che trattano (utenti compresi).

Hanno un grande vantaggio: non devono raggiungere gli utenti per dar loro una nuova notizia, ma avendo già aggregato una quantità straordinaria di dati sul loro comportamento gli fanno pervenire sullo schermo il prodotto dal “profilo” perfetto, che al suo interno contiene le informazioni che si desiderano divulgare.

Google, Facebook e Amazon lo hanno capito da molto tempo. Al centro del sistema non può esserci la notizia o l’informazione, bensì l’essere umano con il suo profilo, fatto di gusti, emozioni e comportamenti.

Il 2017 è stato senza dubbio contrassegnato da temi e situazioni che hanno coinvolto argomenti riguardanti Sicurezza, Terrorismo, Amazon e Microchip.

Queste sono alcune delle riflessioni che ho piacevolmente condiviso durante la trasmissione, cercando di allargare l’angolo di osservazione verso aspetti interdisciplinari sempre più incisivi nella quotidianità di tutti i giorni e che hanno raggruppato argomenti inerenti Sicurezza, Terrorismo, Amazon e Microchip.

Oltre a me, per altri temi molto interessanti, hanno partecipato:

  • Marcello Foa, Amministratore delegato del Gruppo Corriere del Ticino (ora Presidente RAI);
  • Paolo di Muro, Cardiocentro Ticino
  • Luca Scarini, Caporedattore sport Teleticino

Rivedi la puntata di TG Talk andata in onda venerdì 22 dicembre 2017.


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