Master of Ceremonies

Siamo in un periodo di grandi cambiamenti, in cui competenze (apparentemente) diverse e lontane tendono ad avvicinarsi, per dare forma a nuove discipline di carattere interdisciplinare. Fantastico!

Un esempio? La programmazione informatica e le comunicazione. Attenzione, non intesa come il vestito finale da mettere addosso a un’applicazione una volta conclusa. Mi riferisco a qualcosa di ben più interessante, creativo e impegnativo.

Ma questo i big della tecnologia lo hanno capito da tempo: ogni qualsivoglia oggetto, informatico o meno, per essere percepito dagli utenti come pervasivo non può prescindere da un approccio “user-oriented”. Di fatto, ancora oggi, lo slogan di Google è “metti al centro l’utente e tutto il resto seguirà“.

Chiunque abbia mai fatto visita a Google o Facebook ha toccato con mano cosa significhi mettere al centro l’utente per lo sviluppo di nuovi servizi e prodotti. Per realizzarli servono hard-skills, sotto forma di competenze fondamentali, ma anche soft-skills, per osservare, ascoltare e guidare gli interlocutori finali.

Ma cosa sono concretamente le soft skills? Abilità personali oppure competenze che si possono acquisire leggendo un libro? Io una risposta non ce l’ho. Credo sia una questione di equilibrio tra diversi fattori, alcuni da apprendere sui banchi di scuola e altri di tipo naturale.

Grazie al coinvolgimento di persone speciali, ho avuto l’occasione lungo il mio cammino di sviluppare alcune attitudini naturali, che mi hanno aiutato a trovare un discreto equilibrio tra teoria e pratica.

Buttandomi nella mischia ho potuto conoscere i miei limiti, provando a superarli attingendo a risorse e abilità che non sapevo di avere.

master of ceremony uefa

Un esempio? Quando ti trovi sul palco di fronte a numerose persone che non conosci, con l’obiettivo in pochi minuti e sotto pressione di catturare la loro attenzione, capisci cosa sono le soft skills.

In quei momenti devi essere lucido e resiliente sotto molti punti di vista, devi saper reagire per tempo senza perdere i loro sguardi. Il tono della voce, i gesti del corpo e i contenuti che devi trasmettere devono andare di pari passo, come fossero una vera squadra. Una situazione di grande stress emotiva ma anche di forte adrenalina, che se incanalata correttamente può davvero dare ottimi risultati.

Ecco quindi la mia piccola esperienza come Master of Ceremonies per la UEFA Champions League. Il cerimoniere (o presentatore) capace di intrattenere gli ospiti in una determinata situazione, comunicando con loro in forma empatica e persuasiva. Il tutto in due lingue, italiano e inglese.

Sono convinto che puoi aver fatto tutte le esperienze del mondo, ma se non le sai condividere con gli altri, in modo coinvolgente, autorevole e autentico, non consenti loro di apprezzarle, commentarle e soprattutto criticarle.

Di seguito alcuni scatti di un viaggio entusiasmante, in cui il mio tempo libero è stato ripagato con moltissime emozioni.

 

Juventus Stadium

FC Inter – Intervista a Luis Figo

Stadio San Siro – Amici

Juventus Stadium

UEFA Champions Club

UEFA Champions League – “Testa o croce” – La moneta di inizio partita

FC Inter – Intervista a Franz Backenbauer

FC Juventus – Intervista a Stefano Tacconi

AC Milan – Intervista a Martina Colombari

AC Milan – Intervista a Marcel Desailly

Stadio San Siro Milano

FC Inter – Intervista a Beppe Bergomi

Intervista per il settimanale Cooperazione

FC Inter – Intervista a Martina Stella

AC Milan – Intervista a Franco Baresi

Stadio San Siro cone la mia amica speciale Jazmin

FC Inter – Intervista a Sandro Mazzola

Juvenstus Stadium con Anna Verra

FC Juventus – Intervista a Gianluca Pessotto con Ginevra e Yves

FC Juventus – Intervista a Roberto Bettega

FC Juvenstus – La Coppa Campioni

AC Milan – Intervista a Daniele Massaro

Juventus Stadium – Il campo

FC Inter – Intervista a Luis Figo

FC Inter – Intervista a Estephan Cambiasso

Juventus – Al taglio dei capelli che non ho