Benvenuto! Ora ti spiego perchè la mia è una storia semplice, ma difficile da assemblare.

A 5 anni dormivo con i pattini a rotelle ai piedi. Lo sport era senza dubbio il mio migliore amico. Negli anni successivi però, causa forza maggiore, ho lasciato a malincuore il bastone da hockey per indossare il costume da bagno.

Con la complicità degli amici più stretti, mi sono ritrovato a bordo vasca a giocare a pallanuoto, prima in serie A e poi con la Nazionale Svizzera.

Ricordo però con piacere gli anni della adolescenza, in cui per raccimolare qualche soldo durante l’estate aiutavo a tenere in ordine il magazzino di una bottega alimentare di paese, selezionavo i coni gelato usciti male dal nastro trasportatore della fabbrica di fronte casa, svuotavo i cestini del lido comunale nella calde giornate estive, e lavavo i piatti nella cucina della Swissminiatur di Melide. Che tempi!

Alessandro TriviliniNazionale Svizzera di Pallanuoto (3° alto dx)

Alessandro TriviliniPallanuoto LNA – Società Pallanuoto Bissone

La pallanuoto è stata un’esperienza che mi ha accompagnato per molti anni. Ma è solo la prima di una lunga serie di sfide che il destino mi ha riservato.

La prima è stata dopo le scuole medie. Non sapevo cosa fare da grande, e seguendo la scelta di alcuni compagni di scuola decisi di iniziare l’apprendistato come disegnatore edile. Ma sono bastati pochi mesi per rendermi conto che non era la mia strada.

Ho archiviato così il disegno tecnico, per approdare ingenuamente a un nuovo apprendistato, duro, durissimo, ma che mi ha dato molto, anzi, moltissimo. Quello che credevo fosse un punto di arrivo, si è trasformato in uno straordinario punto di partenza.

Per caso mi sono avvicinato all’informatica, una disciplina affascinante, che mi ha colto totalmente impreparato. Dopo l’iscrizione al primo anno presso la scuola di ingegneria, mi sono ritrovato in classe con persone che col computer ci sapevano fare.

Ora lo posso dire, la prima lezione in laboratorio cercavo il pulsante per avviare l’aggeggio elettronico, senza però trovarlo. È stato  imbarazzante ma anche divertente.

Il tempo passava e la passione per questo mondo aumentava giorno dopo giorno, travolgendomi completamente. Il destino quando vuole è spietato ma anche generoso.

Dopo il diploma di ingegnere informatico, avevo la necessità di imparare l’inglese, ma non potevo in nessun modo permettermi un soggiorno linguistico all’estero.

A quei tempi, non c’erano programmi di scambio studenti, chi voleva espatriare doveva arrangiarsi di tasca sua.

Improvvisamente però, dopo tanto cercare, ricevetti una telefonata da parte di un collega di università, che mi invitò a rientrare immediatamente dalle vacanze natalizie, per incontrare un importante impreditore che offriva un posto di lavoro negli Stati Uniti, e in particolare nella Silicon Valley in California.

Mi precipitai in ufficio, recuperai l’indirizzo e-mail da contattare e soltanto dopo una serie cospicua di colloqui ricevetti la tanto attesa conferma di assunzione.

Alessandro Trivilini

USA – Silicon Valley- Invision Technoloies Inc.

Alessandro TriviliniIl mio “swiss cube” nella Silicon Valley

La Silicon Valley era il tempio per un ingegnere informatico, anche se io a quel tempo non sapevo cosa fosse. Arrivò il giorno della partenza, con destinazione San Francisco. Iniziò così l’avventura americana che avrebbe cambiato per sempre la mia vita.

Ricordo che il primo giorno in azienda mi resi subito conto dell’apparente normalità di una realtà scientifica fantastica, in cui i fatti soprassedevano sempre le parole. Tutto funzionò per il meglio e per molto tempo.

Alessandro TriviliniGoogle Campus Mountain View

Alessandro TriviliniUSA – Area 51

Una volta tornato a casa, iniziarono una serie di eventi incontrollati. Volevo scrivere un libro, una sorta di diario, in cui raccontare le esperienze vissute oltre oceano, ma da perfetto sconosciuto non fu affatto semplice.

I social network non esistevano ancora e per chiamare casa usavo le cabine telefoniche, che trovavo per le strade di San Francisco, proprio come nei vecchi film. Storie di un altro mondo.

Dopo tanto cercare ero riuscito a entrare in contatto con una piccola ma importante casa editrice locale. Non potevo credere di aver trovato qualcuno disposto a darmi fiducia e a portare in libreria il mio giovane libro.

In fondo avevo soltanto scritto piccole riflessioni di un mondo tecnologico lontano, ma che presto avrebbe bussato alle nostre porte. Grazie a questa pubblicazione le opportunità si moltiplicarono, prendendo strade diverse e lasciando che il destino facesse il suo corso.

La prima strada mi ha permesso di conoscere il commissario capo della Polizia cantonale – il commc Enea Filippini – responsabile del gruppo criminalità informatica, con il quale ho avuto occasione di partecipare a numerose conferenze sulla prevenzione degli abusi in Internet, presso ogni ordine di scuola del Cantone Ticino.

Un viaggio durato molti anni, che mi ha consentito di incontrare e conoscere molti allievi, docenti e genitori, per condividere con loro esperienze sulle nuove tecnologie.

Nel 2009, grazie anche a queste attività di prevenzione, ho ricevuto il premio speciale alla ricerca “Carlo Cattaneo”, come riconoscimento per i risultati ottenuti in questo ambito professionale. È stato senza dubbio un grande stimolo, che mi ha portato in seguito a pensare, progettare e commercializzare con successo il primo gioco di carte educativo, di nome Soogoi®, utile alle famiglie e alle scuole per conoscere Internet senza usare Internet.

Proporre a una grande catena svizzera dicentri commerciali un gioco di carte ecucativo, in un momento storico in cui ogni sei mesi usciva un nuovo iPhone, è stato coraggioso ma anche molto gratificante.

Alessandro Trivilini

Il lancio del gioco Soogoi®

La seconda strada invece, ancor più imprevedibile, mi ha fatto incontrare una ragazza straordinaria, che in un battibaleno mi ha proiettato nel magico mondo della UEFA Champions League.

Naturalmente non come giocatore di calcio. Ancora oggi sono convinto che questa ragazza ed io avevamo davvero un appuntamento col destino.

Alessandro TriviliniIn visita allo Juventus Stadium

Il tempo passa e torna anche la voglia di studiare, di rimettermi in gioco, in controtendenza rispetto ai miei coetanei. Decido quindi di iscrivermi a un master interdisciplinare sulle tecnologie per la comunicazione.

Ed ecco che il destino bussa di nuovo alla porta con una nuova sfida. Si aprono nuovi orizzonti, fino a quel momento inaspettati. Lo concludo con la massima soddisfazione, ricevendo in dono la lode per i risultati raggiunti.

Proprio grazie a questa esperienza, ho conosciuto un angelo venuto dal cielo, che mi ha dato fiducia e mi ha spronato a intraprendere un nuovo entusiasmante viaggio.

Una professoressa fuori dal coro, scientificamente brillante, eclettica, direttrice d’orchestra e lungimirante, che mi ha offerto l’opportunità di prendere parte alle selezioni per un posto di dottorato al Politecnico di Milano.

Alessandro TriviliniPolitecnico di Milano – Consegna PhD

Corsi e ricorsi storici, potevo rifiutare? La sfida era unica e ancora una volta irripetibile, ma richiedeva molto impegno, rinunce e dedizione.

Anche perché nello stesso periodo, senza volerlo, mi convocò il direttore del Dipartimento tecnologie innovative della SUPSI per propormi la sfida di creare un nuovo servizio strategico di informatica forense, diventato poi laboratorio, in collaborazione con il Dipartimento delle Istituzioni, la Magistratura e la Polizia del Cantone Ticino.

Due sfide che mi hanno preso l’anima, ma che ho accettato senza esitare, spinto dall’entusiasmo, dall’incoscienza e dalla convinzione che perderle sarebbe stato peggio di non viverle.

Entrambe hanno avuto inizio, per la gioia dei miei capelli che imperterriti continuavano a cadere. Con l’aiuto dei miei colleghi più stretti abbiamo da poco festeggiato il settimo anno di vita del servizio, contro tutte le aspettative di chi, per sopraggiunti limiti di entusiasmo e visione, credeva non avesse futuro.

A gennaio del 2018, grazie ai risultati raggiunti in passato, anche il Tribunale penale svizzero ha deciso di rivolgersi a noi per le analisi informatico forensi.

Anche il mio dottorato di ricerca si è concluso nel migliore dei modi nel campo dell’intelligenza artificiale.

È stato un percorso indescrivibile che mi ha messo a dura prova, ma che ha contribuito fortemente a cambiare le mie prospettive e la mia consapevolezza della realtà.

Qualcuno ha deciso di conferirmi la lode per i risultati raggiunti, ma questo è stato possibile unicamente grazie alla mia Professoressa e alle persone che mi hanno aiutato lungo tutto il cammino.

Ah, dimenticavo, a gennaio del 2017 la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) mi ha nominato (in SUPSI) rappresentante della Svizzera in seno al comitato scientifico di gestione dell’azione COST “Multi-modal imaging of forensic science evidence – tools for forensic science”, del programma intergovernativo di cooperazione europea nella ricerca scientifica e tecnologica.

Un’esperienza tutt’ora in corso davvero entusiasmante, che ripaga i molti sacrifici e i capelli persi nel corso del tempo (comunicato stampa SUPSI).

Alessandro TriviliniSede COST a Brussels

Ah, dimenticavo, c’è ancora una una passione che mi accompagna da altre 25 anni, il volontariato come Pompiere.

Dal 1992 sono vigile del fuoco volontario persso il Corpo Pompieri di Melide, con il grado di appuntato. Un ulteriore occasione di scambio e di aiuto verso le persone in difficoltà.

Alessandro TriviliniSulla barca del Corpo Pompieri Melide

Alessandro TriviliniSul natante del Corpo Pompieri Melide

Con grande piacere sono stato invitato da Alessandro Bertoglio e Danny Rauseo, autori e conduttori della trasmissione radiofonica “C’era una volta …oggi” della Radiotelevisione svizzera – RSI.

Un’occasione (per me) fuori dal convenzionale e molto divertente, in cui abbiamo ripercorso alcuni passaggi personali, sportivi e professionali che hanno caratterizzato i miei primi quarant’anni.

Una passeggiata nel tempo gestita con grande ironia e maestria da Alessandsro e Danny.

Ascolta la trasmissione andata in onda il 19 ottobre 2018.

Se hai domande o curiosità, scrivimi.

Ciao!