Attacchi informatici in Svizzera e Ticino. La prevenzione costa 2 volte e mezzo di meno.

La mia esperienza ventennale sul campo racconta sempre la stessa dinamica, oggi più di ieri.

Il business si ferma, in tutto o in parte, arrivano gli avvocati e la compliance, si sporge denuncia, con tempi raramente celeri, partono le investigazioni per capire cosa è successo e per mitigare il rischio, si ripristinano le attività.

Passaggi che contano sempre più anche in sede probatoria.

In mezzo a tutto questo, un board deve capire in fretta cosa sta succedendo e decidere, spesso senza avere gli elementi per farlo.

Cresce la preoccupazione dopo gli attacchi delle ultime settimane lanciati sfruttando anche l’IA contro Confederazione e Cantoni.

È cambiato il modo di colpire i sistemi e il rapporto tra chi attacca e chi difende.

Quando un sito pubblica un aggiornamento di sicurezza, l’IA degli attaccanti ne approfitta in tempo reale, con la capacità statistica di un senior Black Hat: scraping rapidissimo, lettura, apprendimento, pentesting automatizzato.

È come se questi agenti invisibili fossero seduti sulla panchina fuori dal perimetro aziendale h24, dove i dati hanno valore, come in un ospedale, migliorando al tempo di un caffè modalità e strategie in cerca di vulnerabilità.

Le allucinazioni non sono più contenuti sbagliati evidenti, ma versioni “creative” di tentativi di accesso che l’essere umano in difesa potrebbe non aver previsto nel piano di risposta.

Il NIST ha recentemente pubblicato aggiornamenti sulla sicurezza degli agenti IA.

TRE ASPETTI IMPORTANTI

  • Il rischio nasce quando l’IA esegue azioni non autorizzate, ad esempio tramite prompt injection: istruzioni malevole nascoste in email o documenti che inducono l’agente a operazioni non previste.
  • Meno autorizzazioni ha un agente IA, minori le conseguenze di un attacco. Vale il principio del minimo privilegio: accesso solo a dati e strumenti necessari.
  • Serve un testimone che l’IA non possa zittire: le operazioni degli agenti devono essere registrate e verificabili, per ricostruire cosa è successo in caso di manipolazione.

Con piacere sono stato ospite della trasmissione Modem della Radiotelevisione Svizzera (RSI), condotta da Sabina Zanini.

Con me anche Silvano Petrini, direttore del Centro informatico della Repubblica e Cantone Ticino, ed Emanuele Palmas, responsabile della sicurezza tecnologica per BancaStato.

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