Facebook e Cambridge Analytica atto II

Il caso Facebook e Cambridge Analytica continua imperterrito sulla sua (inutile) strada. Perchè inutile? Semplice, perchè non si può fermare il vento con un fazzoletto e perchè fino a prova contraria non è stato violato alcun account utente e la (presunta) compravendita dei dati è ancora tutta da dimostrare.

I dati sono stati raccolti, almeno in Facebook, con il pieno consenso degli utenti.

Fino a prova contraria la profilazione degli utenti avvenuta durante la campagna elettorale del Presidente Trump, con l’applicazione per sondaggi, sembra aver ottenuto correttamente il consenso per poterlo fare.

E poi oggi lo fanno tutti. Trovatemi un sito di e-commerce che non utilizzi i coockies per raccogliere dati da usare per la profilazione commerciale degli utenti, impossibile!

Fermare questo processo non è cosa facile, regolamentarlo invece sì. Pensiamo al GDPR europeo e alla nuova legge svizzera sulla protezione dei dati. Ma attenzione, dobbiamo ricordare che senza dati veri di situazioni vere, non potremo avere in futuro oggetti, prodotti e servizi intelligenti, perchè l’apprendimento automatico delle macchine (machine learning) non si accontenta di dati fittizi e sporadici. Li vuole autentici e in abbondanza.

Per fugare ogni dubbio ecco un estratto delle condizioni d’uso di Facebook che non lascia spazio alla fantasia.

 

facebook applicazioni

Per tutto il resto attendiamo che le indagini facciano il loro corso.

Rivedi il mio punto di vista per il Quotidiano della svizzera italiana – RSI – con un servizio curato da Beatrice Zeli – dal min. 15:35.

Rivedi il mio punto di vista per il TG Notte della Radiotelevisione svizzera – RSI – nel servizio curato da Alessandro Chiara.

Rivedi il mio punto di vista per la trasmissione televisiva Patti Chiari della Radiotelevisione svizzera – RSI – curata da Paola Leoni – dal min. 42:30.

Riascolta il mio punto di vista per la trasmissione Baobad di Rete Tre, Radiotelevisione svizzera (RSI),  curata da Andrea Rigazzi.

Leggi il commento di Matteo Caratti, direttore de LaRegione Ticino, dal titolo “Facebook, regole svizzere e formazione!” con all’interno una citazione al mio libro dal titolo “Internet delle Emozioni”.

Internet delle Emozioni

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