Intelligenza artificiale, regole e sicurezza. Quali capacità cognitive stiamo dando all’intelligenza artificiale senza rendercene conto?

Se non sappiamo cosa fare o come farlo, chiediamo all’IA consiglio.

Nel momento in cui abbiamo un dubbio, le chiediamo conferma.

Quando dobbiamo scrivere, decidere, ricordare, organizzare o comprendere qualcosa, sempre più spesso ci abituiamo a delegare questi compiti agli agenti IA.

Per questo motivo la questione non è più soltanto tecnologica. Diventa cognitiva.

La domanda non è più quindi quanta intelligenza artificiale consumiamo.

La domanda è molto diversa:

  • Quali capacità cognitive stiamo dando all’intelligenza artificiale senza rendercene conto?

Il programma “60 Minuti” della Radiotelevisione Svizzera (RSI), appuntamento settimanale dedicato ai temi di attualità e ai dibattiti, ha dedicato un approfondimento al tema dell’intelligenza artificiale, regole e potere.

Il dibattito interdisciplinare è seguito all’intervista al professor Vittorio Emanuele Parsi, con la presentazione del suo nuovo libro “Contro gli imperi”.

Con piacere ho accettato l’invito alla trasmissione, condotta da Reto Ceschi, a cui hanno partecipato anche:

  • Markus Krienke, prof. Filosofia moderna e Etica sociale presso la Facoltà di Teologia di Lugano.
  • Matteo Colombo, giurista e direttore Privacy Desk Suisse.
  • Michele Mattia, psichiatra e psicoterapeuta.
  • Lelio de Michelis, sociologo della tecnica e dell’economia.
  • Silvia Quarteroni, Responsabile Innovazione Swiss Data Science Center.

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