Internet e propaganda al terrorismo

Internet e propaganda al terrorismo

L’Istituto Svizzero di Polizia – attraverso la sua prestigiosa rivista – ha dedicato un approfondimento al tema Internet e Terrorismo, con una mia intervista.

In particolare, a seguito della conferenza tenuta presso il Tribunale Penale Federale di Bellinzona (TPF) ha rimarcato l’importanza di avvalersi di modelli scientifici interdisciplinari utili per l’analisi della propaganda online al terrorismo.

A questo proposito, ho potuto introdure il modello che ho sviluppato durante il mio Dottorato di ricerca al Politecnico di Milano, sotto la guida della Prof.ss Licia Sbattella e dell’Ing. Roberto Tedesco.

Un modello orginale interdisciplinare utile per l’analisi del tempo di un dialogo, che trova forte applicazione non solo nel contesto giuridico forense, dove è stato applicato, ma anche in altre situazioni determinanti come l’analisi della propaganda online e l’adescamento in rete.

Internet e propaganda al terrorismo. La prevenzione al terrorismo pone con forza la necessità di avvalersi di nuove metodologie capaci di supportare le Autorità Giudiziarie durante  le analisi preventive dei dialoghi di propaganda.
In questo articolo viene presentato un estratto di un modello scientifico interdisciplinare realizzato per le analisi dei dialoghi. Un approccio originale per affrontare un tema delicato in grande sviluppo, soprattutto per quanto riguarda le modalità interattive che intercorrono nel processo  di comunicazione fra radicalizzante e radicalizzato.

Spesso le analisi convenzionali dei dialoghi trattano le informazioni trascurando elementi oggi fondamentali, come la provenienza dei dati e la loro cultura. E proprio questi aspetti, se correttamente inferiti durante le analisi linguistico-psicologico del dialogo, potrebbero arricchire ulteriormente la qualità dei risultati, consentendo agli addetti ai lavori di poter ottimizzare non solo le risorse ma anche i tempi di intervento per le situazioni a rischio, soprattutto di fronte a Internet e la propaganda al terrorismo.

Quella in corso è una convergenza strategica necessaria, che unisce gli algoritmi di Artificial Intelligence, le fasi di Machine Learning ed i processi di organizzazione delle informazioni proposti dalla Big Data Analytics, perché i risultati oggi parlano chiaro: il processo di radicalizzazione non può essere automaticamente e autonomamente identificato nella sua forma completa con i mezzi di analisi informatici convenzionali.

Leggi l’articolo completo pubblicato dell’Istituto Svizzero di Polizia.

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